Organizational Network Analysis: quando la vera organizzazione non è nell’organigramma

Marco Merlino parla di

Le organizzazioni sono spesso rappresentate attraverso organigrammi che descrivono ruoli, responsabilità e linee gerarchiche. Queste rappresentazioni offrono una visione ordinata e formale della struttura aziendale, ma raramente raccontano come il lavoro avviene realmente. Dietro la struttura ufficiale esiste infatti una trama molto più complessa fatta di relazioni informali, scambi di informazioni, influenze e collaborazioni spontanee. Per comprendere queste dinamiche interne, l’Organizational Network Analysis può essere uno strumento prezioso.

Negli ultimi anni, sempre più organizzazioni stanno scoprendo che la chiave per comprendere il funzionamento reale dei sistemi organizzativi non si trova nei diagrammi gerarchici, ma nelle reti di relazione tra le persone. L’Organizational Network Analysis (ONA) nasce proprio con questo obiettivo: rendere visibili i flussi di collaborazione e di conoscenza che attraversano l’organizzazione.

Attraverso l’analisi delle relazioni tra individui e gruppi, l’ONA consente di identificare nodi centrali, colli di bottiglia informativi e comunità di pratica. In questo modo diventa possibile osservare l’organizzazione come un sistema dinamico di interazioni, piuttosto che come una semplice struttura gerarchica.

L’organizzazione reale oltre l’organigramma

Ogni organizzazione possiede due dimensioni. La prima è quella formale, descritta da ruoli, funzioni e responsabilità. La seconda è quella informale, fatta di relazioni quotidiane, conversazioni, scambi di conoscenza e collaborazioni spontanee.

La dimensione formale stabilisce chi dovrebbe interagire con chi. La dimensione informale mostra invece chi interagisce realmente. In molti casi le due dimensioni coincidono solo parzialmente. Le persone tendono a costruire reti di collaborazione basate su fiducia, competenza percepita e accessibilità, piuttosto che su linee gerarchiche.

Questa realtà è stata studiata a lungo nella sociologia organizzativa e nelle scienze delle reti. L’ONA rappresenta una delle applicazioni più concrete di questi studi nel contesto manageriale. Il suo obiettivo è comprendere come fluiscono informazioni, decisioni e conoscenza all’interno di un sistema organizzativo.

La logica delle reti organizzative

L’Organizational Network Analysis si basa sulla teoria delle reti sociali, secondo cui un sistema può essere descritto come un insieme di nodi collegati da relazioni. Nel contesto organizzativo, i nodi sono le persone o i team, mentre le relazioni rappresentano flussi di comunicazione, collaborazione o supporto.

Osservare un’organizzazione attraverso la lente delle reti consente di individuare dinamiche che restano invisibili nei modelli tradizionali. Alcune persone diventano naturalmente punti di riferimento informativi, altre fungono da ponti tra gruppi differenti, mentre altre ancora rimangono ai margini del sistema relazionale.

Queste configurazioni influenzano direttamente la capacità dell’organizzazione di innovare, prendere decisioni e adattarsi al cambiamento. Un sistema eccessivamente centralizzato può generare colli di bottiglia decisionali, mentre una rete troppo frammentata può impedire la diffusione della conoscenza.

La centralità delle relazioni nella performance organizzativa

Numerosi studi dimostrano che la performance organizzativa dipende in larga misura dalla qualità delle relazioni interne. Le organizzazioni più efficaci non sono necessariamente quelle con la struttura più efficiente, ma quelle in cui le persone riescono a condividere conoscenza e coordinarsi rapidamente.

L’ONA consente di individuare chi svolge un ruolo cruciale in questi processi. Spesso si tratta di figure che non occupano posizioni gerarchiche elevate, ma che fungono da hub informativi o da collegamento tra gruppi diversi. Queste persone diventano veri e propri snodi della conoscenza organizzativa.

Rendere visibili queste dinamiche permette ai manager di comprendere meglio dove si concentrano le competenze critiche e come fluisce l’informazione all’interno dell’azienda.

Un caso concreto: innovazione bloccata in un’organizzazione complessa

Un grande gruppo internazionale operante nel settore dei servizi professionali si trova ad affrontare un problema ricorrente. Nonostante investimenti significativi in innovazione e digitalizzazione, i nuovi progetti impiegano molto tempo a diffondersi tra i diversi uffici e team.

L’organizzazione possiede una struttura formalmente efficiente, con divisioni chiare e responsabilità ben definite. Tuttavia, le iniziative innovative rimangono spesso confinate nei team che le hanno generate.

Attraverso un’analisi ONA emerge una realtà inattesa. La rete di collaborazione interna è fortemente segmentata. I team interagiscono principalmente all’interno del proprio gruppo, mentre le connessioni tra unità organizzative sono limitate.

La mappa delle relazioni mostra inoltre che alcune persone svolgono un ruolo fondamentale di collegamento tra gruppi diversi. Queste figure, spesso non riconosciute formalmente, permettono alla conoscenza di attraversare i confini organizzativi.

Il management decide quindi di rafforzare le connessioni tra team e di valorizzare queste figure ponte. Nel giro di pochi mesi, la diffusione delle iniziative innovative accelera sensibilmente.

Il cambiamento non deriva da una modifica strutturale dell’organizzazione, ma dalla comprensione delle dinamiche relazionali che la attraversano.

Leadership e reti organizzative

L’Organizational Network Analysis introduce anche una prospettiva diversa sul ruolo della leadership. In un’organizzazione vista come rete, il potere non è concentrato esclusivamente nella gerarchia. Spesso emerge dalla posizione relazionale che una persona occupa nel sistema.

Un leader può esercitare influenza non solo attraverso l’autorità formale, ma anche attraverso la capacità di connettere persone e facilitare la circolazione della conoscenza. Questo tipo di leadership viene talvolta definito leadership connettiva, perché si basa sulla costruzione di relazioni significative all’interno della rete organizzativa.

Comprendere la struttura delle relazioni permette quindi ai leader di intervenire non solo sui processi, ma anche sulla qualità delle connessioni che sostengono l’organizzazione.

ONA e trasformazione organizzativa

Le trasformazioni organizzative spesso falliscono perché si concentrano su processi e strutture formali, ignorando la dimensione relazionale del lavoro. Cambiare un processo non garantisce automaticamente che le persone modifichino il modo in cui collaborano.

L’ONA consente di osservare come le relazioni evolvono durante una trasformazione. Permette di capire se nuovi team stanno realmente collaborando, se la conoscenza si sta diffondendo e se emergono nuovi centri di influenza.

In questo senso, l’analisi delle reti organizzative diventa uno strumento prezioso per accompagnare il cambiamento e monitorarne gli effetti.

Da strutture formali a relazioni reali

L’Organizational Network Analysis rappresenta uno dei contributi più interessanti degli ultimi anni allo studio delle organizzazioni. Spostando l’attenzione dalle strutture formali alle relazioni reali, permette di comprendere il funzionamento profondo dei sistemi organizzativi.

In un contesto in cui la collaborazione e la condivisione della conoscenza diventano fattori sempre più critici, la capacità di osservare e interpretare le reti interne diventa una competenza manageriale fondamentale.

L’organigramma continuerà a essere uno strumento utile per descrivere la struttura formale. Tuttavia, per comprendere davvero come funziona un’organizzazione, è necessario guardare oltre. È nelle relazioni tra le persone che si nasconde la vera architettura del lavoro.

Come costruire concretamente una Organizational Network Analysis

Per costruire un’ONA è necessario raccogliere dati sulle relazioni tra le persone all’interno dell’organizzazione. Questo avviene generalmente attraverso questionari o analisi dei flussi di comunicazione.

Ai partecipanti viene chiesto con chi collaborano più frequentemente, a chi si rivolgono per ottenere informazioni o supporto e con chi condividono conoscenza. Le risposte generano una matrice relazionale che descrive i collegamenti tra individui o team.

Questi dati vengono poi elaborati tramite software di analisi delle reti sociali, che rappresentano graficamente l’organizzazione come una rete di nodi e connessioni. Ogni nodo rappresenta una persona o un gruppo, mentre le linee indicano le relazioni.

L’analisi della rete permette di individuare diversi elementi chiave. Alcuni nodi risultano altamente centrali perché collegano molte persone. Altri funzionano da ponti tra gruppi differenti. Alcuni individui possono invece risultare isolati o periferici rispetto alla rete principale.

Interpretando questi pattern, i manager possono comprendere come migliorare la collaborazione, ridurre i colli di bottiglia informativi e rafforzare le connessioni strategiche.

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